Le Golosità

ACETO BALSAMICO DI MODENA DEL CASATO BERTONI:
TUTTA SOSTANZA NIENTE FRONZOLI

La prima volta lo assaggiammo con del gelato alla crema: spettacolare.

Solo aceto di vino e mosto d'uva cotto e poi anni di sapiente e paziente arte dei Bertoni per questo prodotto perfetto
ideale con verdure grigliate, formaggi stagionati e gelato.
Non mancate l'assaggio con un nostro Parmigiano Reggiano di 36 mesi ma anche oltre.
Noi consigliamo il 0,25 lt. perchè ha un ottimo rapporto qualità/prezzo:

tutta sostanza e niente fronzoli!

Aceto d’uva Sirk

L’uva proviene da vitigni autoctoni a bacca bianca coltivati nel territorio del Collio.
La follatura delle vinacce avviene direttamente in piccoli tini, dove si favorisce la fermentazione alcolica.
Appena la fermentazione alcolica tende a esaurirsi naturalmente, si innesca la fermentazione acetica con “aceto madre” fino all’autunno inoltrato.
Così lo zucchero si trasforma in vino ed il vino in aceto, il tutto nella stessa massa che contiene le bucce e la feccia nobile.
Successivamente si torchia, decanta e travasa in botticelle dove si lascia invecchiare il prodotto dai 3 ai 5 anni.
In tutte le operazioni produttive non si utilizzano macchinari e addirittura per i travasi si sfruttano i gradoni della cantina, travasando il prodotto da un gradone all’altro per caduta.

IMBOTTIGLIAMENTO
L’imbottigliamento avviene, dopo una naturale decantazione, durante l’ultimo quarto di luna.
Non viene filtrato perché non si vuole impoverirlo, non si diluisce, non si aggiungono solfiti o conservanti ne stabilizzanti.
In bottiglia poi… può aspettare ancora, il tempo è amico.

CARATTERISTICHE
La qualità delle uve, il lungo contatto con le bucce, la presenza delle fecce nobili, caratterizzano il prodotto con un’elevata struttura,
una grande persistenza, una complessità ed una ricca mineralità.
L’affinamento permette poi di amalgamare l’elevata acidità, di elevare i toni dell’aromaticità e del bouquet.

ACETO SIRK
Nasce così l’aceto d’uva Sirk della Subida, un aceto dove troverete tutti i valori del Friuli,
un aceto non biologico ma assolutamente naturale, un aceto di grande personalità e di carattere unico,
di qualità pari ad un grande vino d’annata.

IN CUCINA
Ideale come condimento in tutte le insalate, salse, sulle uova, sugli asparagi o germogli in genere,
nelle minestre sostanziose e grasse (orzo e fagioli, gulasch suppe, pancotto), sulle trippe,
con i pesci grassi (rombo, sgombro, anguilla, carpa), nei brodetti di pesce, nei sorbetti di frutta,
su macedonie di frutti di bosco, su fragole e lamponi, su alcuni formaggi, dove lo zucchero tende a essere stucchevole (zucchero filato, meringhe).

ALPE PRAGAS: LE COMPOSTE DELLA TUA COLAZIONE

Naturali, fresche e genuine, fatte con amore e passione oltre che a rispetto della tradizione.
Da una valle bellissima dell'Alto Adige, dai caratteri ancora incontaminati arrivano le composte della colazione di Davide, Daniela e i loro bimbi,
ma anche della Vostra o almeno dopo che le avrete assaggiate.
Perfette anche a lato di un buon formaggio d'alpeggio piuttosto che per completare una fetta di Strudel:
quando Daniela gira l'occhio Davide affonda il dito nel vasetto aperto!

Puvràs

La tradizione non è un'entità immobile nello spazio e nel tempo
ma una disciplina in divenire, soggetta ai venti, alle maree, al mutamento del gusto e per questo sempre pronta a porgersi al neofita della tavola come allo studioso, al goloso come al sacerdote della mensa, in termini sempre diversi, filtrati dalla riscoperta dei sapori, dalle sensazioni, dall'intimo piacere della bocca.

In questa direzione e con queste premesse è da leggersi al puvràs, rivisitazione colta dell'immortale componente dei nostri "cappelletti",
ovvero il ripieno che dalle sapide stagioni culinarie dell'Otto e Novecento ancora si proietta sulle nostre tavole,
pur se interpretato con altra e pur coinvolgente filosofia.
L'abbinamento del pesto con le scaglie di Parmigiano Reggiano e con una morbida fetta di pane con olio,
anch'esso accompagnato dal Parmigiano Reggiano, offre una sintesi di carattere gastronomico
(il termine, in passato non pertinente, è oggi calzante alla perfezione) che ci cala in un passato rievocato dolcemente con un elemento di assoluta semplicità
e certo non rinviabile ad infausta nouvelle cuisine.
Il puvràs rappresenta dunque, per certi versi, il futuro che è alle nostre spalle,
la condizione di piacere che guarda al "nuovo" selezionando intelligentemente ed efficacemente il "vecchio",
contrapponendosi, per il mero piacere del confronto, al gutturale suono di un elemento agli antipodi:
il fuagràs ( foie gras ), che si presenta così, com'esso è pronunciato, testimone vivo e pulsante di una cucina satura di luci e di soavità,
che però con la nostra tradizione nulla ha da spartire.

Giancarlo Malacarne

la sfogliatina molinari di villafranca

Acqua, farina, burro, sale, zucchero e uova.

Da questi semplici ingredienti naturali nasce la ricetta antica delle sfogliatine,
prodotto tipico di Villafranca di Verona.

L'arte pasticciera di Molinari, maturata in oltre 40 anni di esperienza e la sapiente lavorazione degli ingredienti ne fanno un prodotto raffinato
apprezzato per l'inconfondibile leggerezza e fragranza.

Perbellini: non solo a Natale ma anche in estate!

Estate, profumata del sole che scalda la pelle, della frutta che comincia a maturare, come la coloratissima Albicocca.
Un frutto che è tutto un programma: colore arancione che brilla tra le foglie verdi, il profumo della sua pelosa buccia e poi il sapore così avvolgente e " giunonico " al palato, ideale per farne una deliziosa marmellata che poi Pierluigi Perbellini usa in piccole gocce da distribuire nel cuore tenero e soffice del dolce estivo per antonomasia:
il Fior di Albicocca, fantastico in tutto anche nella meravigliosa confezione.

Dolce a pasta lievitata, leggero, leggero, da consumare tutto l'anno ma sopratutto durante l'estate.
Nella sua pasta sono racchiuse piccole e gustose gocce di marmellata del frutto arancione, mentre la superficie è ricoperta di ghiaccia morbida alle mandorle Vi aspetta per passare una estate più profumata, dolce, morbida e ....
Da Cose Buone: e dove altrimenti? W l'albicocca e tutti i frutti dell'estate.


Buon proseguimento di giornata da Davide e Daniela.

Da tutta Italia

Da tempo era uno dei nostri sogni ed ora siamo riusciti a realizzarlo !

Da Cose Buone da oggi trovi gli Oli Extravergine d'Oliva da tutta Italia.

Sul pane caldo, con un antipasto, per dare carattere ad un primo piatto e profumo ad una bella bistecca e perchè no con i formaggi e sul dessert, un buon olio è sempre il principe della cucina mediterranea. Delicato, profumato, robusto o piccante Ti aiuteremo a sceglierlo, oppure passa al Sabato e ne degusteremo uno insieme sul buon pane fresco di grano duro. Buon Olio a tutti, purchè sia Italiano!

Via Ricasoli 22

A Prato nel 1858 il grande Antonio Mattei aprì la sua attività di produzione e vendita dei tipici “ Biscotti di Prato “ che nel tempo divennero famosi più con il nome di cantucci. Soprattutto i suoi biscotti furono strapremiati ad ogni manifestazione o come si diceva allora ad ogni esposizione. Parlare di questa azienda e della figura del fondatore ci provoca emozione, un piccolo brivido attraversa la schiena a noi che siamo solo da 10 anni in corsa su questa strada che mira alla qualità ed alla soddisfazione dei nostri Clienti. Anche se ritrovarsi vicini a nomi così importanti ci rassicura sul fatto che forse il sentiero è quello giusto, comunque è la loro vicinanza ed interesse nei nostri confronti è emozionante. Soprattutto avere l’onore di ospitare al nostro concerto Jazz & Bollicine l’attuale proprietà nella persona di Elisabetta Pandolfini, a ben 150 anni dalla fondazione di questo pilastro dell’enogastronomia nazionale è per noi motivo d’orgoglio ma anche di maggiore attenzione e impegno, della serie che Ti senti in debito e allora è meglio lavorare meglio e di più per meritarti tanto. Così faremo, anche da settembre 2008, con la nostra vetrina dedicata a Mattei e ai suoi 150 anni di storia e soprattutto per noi ai suoi 150 anni da seguire come esempio raro d’eccellenza: grazie Antonio e grazie ad Elisabetta!

Olio & Olivi of Ursini srl

Conosco Giuseppe Ursini da qualche anno, e una due volte l'anno mi faccio 1200 km per andarlo a trovare nella sua bella Fossacesia, nell'affascinante Abruzzo, la terra dei Trabocchi (un'ingegnosa e antica macchina da pesca dalle origini ancora oggi in parte oscure, ormai veri e propri monumenti marini) e non solo.

Non conosco il perchè, ma in questa zona le persone, il mare, i profumi, il cibo sembrano più veri, più vivi, li senti anche un po' tuoi.

Dietro a quel sorriso che gli accende il viso, con il quale ci accoglie, c'è un Mastro oleario (corporazione del XIV secolo, famosa per aver dato lustro agli oli di oliva con tecniche sopraffine e grande dedizione), un artigiano, un contadino che ha perfezionato il connubio tra innovazione e tradizione per una produzione olivicola ed olearia che è diventata d'eccellenza. Giuseppe (Peppino) è un imprenditore molto affermato anche all'estero, dove una famosa catena di accessori moda, lo ha trasformato in "modello", dove una foto sua era accompagnata da una didascalia che recitava: "Sono Giuseppe Ursini, qualcuno pensa che io sia matto perchè con molte olive, produco poco olio, eccellente e costoso, ma molto apprezzato".

Io preferisco pensare che dietro a tutto questo, c'è un'amico che mi ha insegnato che nonostante questi risultati, bisogna rimanere con i piedi per terra, lavorando ogni giorno con umiltà e professionalità, cercando di fare bene e del bene, partendo dalla propria terra, per farsi apprezzare prima come persona, poi anche per tutto il resto.

Grazie Giuseppe per averci anche dimostrato come farsi voler bene ed essere apprezzati da tutti a cominciare dai propri compaesani; per noi sei profeta in patria.

Per ultimo un accenno alla adozione della pianta di ulivo più antica d'Abruzzo vicino all'abbazia di Fossacesia. Pianta quasi completamente morta e secca. Fino all'anno scorso quei pochi rametti ancora vivi producevano solo 4 olive e stavano sparendo anche quelle. Ma oggi a tutto luglio 2004 dopo diverse cure, attenzioni, ed amore se ne possono contare ben 54 !!!! Un successo, anche perché tra qualche anno, dopo aver trapiantato alcuni ramoscelli, Giuseppe imbottiglierà il primo olio. Giuseppe mi ha confidato che questa pianta, mentre la stava sistemando con le prime fondamentali cure, un giorno sembrava perfino sorridergli.

Giuseppe Ursini Mastro Oleario, cultore dell'ulivo, amico.

La Locanda delle Grazie: Sbrisolona,
Mostarda di pere Mantovane IGP e simpatia...

Se ci chiedeste a chi vorremmo assomigliare, da chi dovremmo apprendere per migliorarci, a chi chiediamo consigli, a chi ci ispiriamo vi risponderemmo subito: a Daniela e Fernando.

Ancor più che nostri fornitori, esclusivamente della vera Torta Sbrisolona mantovana, sono amici dai quali prendere costantemente esempio per capacità, sacrificio e professionalità.

Nella loro stupenda Locanda si è sempre accolti come in una elegante casa vostra, ci si mette subito comodamente a proprio agio. Daniela e il suo bellissimo sorriso vi daranno il “Benvenuti !!” e vi presenterà i piatti della tradizione mantovana, tutti preparati, dalle capaci mani dello chef Fernando, al momento, con ingredienti freschissimi, che loro selezionano da artigiani e produttori locali, per rispettare non solo la vera tradizione ma anche e soprattutto il gusto genuino.

Quando consiglio ai miei clienti di andare a mangiare da loro dico sempre:”...tutto quello che vi portano in tavola è fatto da loro, compreso pane e grissini, esclusi i vini….”.

Ringraziamo Daniela e Fernando per esserci amici, ma soprattutto per averci insegnato cosa vuol dire il sacrificio della passione per il proprio lavoro, e per dimostrarci in ogni momento cosa significa essere veri professionisti della ristorazione: grazie anche per farci mangiare sempre così bene. Presso la Locanda delle Grazie è possibile soggiornare anche nella formula B & B (Bed and breakfast).

VENCHI: il vero nome del Cioccolato

La cultura del cacao si diffuse in tutto il Centro-America tramite gli Atzechi, che lo consideravano un dono divino che alleviava la fatica e rallegrava il riposo. Nel 1528 il “conquistador” Cortez, fece arrivare in Spagna i primi semi di cacao ed iniziarono ad essere utilizzati come merce di scambio.

Nel ‘600 Anna d’ Austria, sposò Luigi XIII di Francia e portò a Parigi la sua cioccolata, dove divenne di gran moda negli ambienti aristocratici. In Italia già nel 1606 si produceva cioccolato a Firenze, Venezia e Torino, dove il cacao giunse per merito di Emanuele Filiberto di Savoia generale degli eserciti spagnoli. Dopo queste piccole curiosità su questo grande prodotto IL SIGNOR CIOCCOLATO, andiamo a conoscere un po’ questa storica azienda. Nata a Torino nel 1878, quando il ventenne Silvano Venchi aprì il suo laboratorio di pasticceria, Venchi racconta una storia dove il sapore dell’ autenticità è protagonista assoluto. Qualità, freschezza e cultura dolciaria secolare sono l’ essenza della formula Venchi con ricette esclusive e materie prime straordinarie, che permettono di ottenere un cioccolato di straordinaria qualità.

BISCOTTI GENTILINI

Gentilini è insieme storia, qualità, tradizione, originalità, innovazione, passione, gusto e ....profumo, il profumo dei biscotti e delle fette biscottate caldi appena usciti dal forno. Gentilini è storia, affonda infatti le sue radici nel lontano 1890, distinguendosi come una delle più antiche fabbriche di biscotti e fette biscottate d' Italia. Da oltre 100 anni cura con particolare attenzione la realizzazione dei propri prodotti, a partire dalla selezione delle materie prime eccellenti, mantenendo attraverso le sue " antiche ricette ", quei contenuti di bontà e artigianalità che da sempre la contraddistinguono. Per la sua rinomata qualità è stata anche fornitrice dei Casa Savoia. Gentilini è portatrice dei valori di tradizione e allo stesso tempo di innovazione, con molta attenzione alle esigenze del consumatore. Gentilini è passione, è uno di " famiglia ", è un " compagno di viaggio "............

LA COLAZIONE PREFERITA DI DAVIDE

Canestrelli di Pezzaro da Cossato in provincia di Biella e i canestrelli sono un dolce tipico biellese composti essenzialmente da cialda scura e farcia di cioccolato fondente: un pieno di energia ad inizio giornata, una dolce pausa pomeridiana, un meritato premio serale. La storia dei Pezzato, in particolare quella di Riccardo, si intreccia con Gustavo Pfatisch il pasticcere di fiducia per i pranzi diplomatici delle ambasciate straniere a Torino e creatore della caramella menta e genziana. Riccardo lavorò nella pasticceria Pfatisch dove bisognava essere precisi, silenziosi e attivi tanto che ce lo ricorda perfino un cartello appeso in quella pasticceria che recitava: “lavorare in silenzio”. In questo laboratorio, Riccardo appena diciottenne mosse i primi passi per poi diventare il capostipite di generazioni di pasticceri che oltre a fare dolci da sogno sono riusciti a mettere comunque un difetto nei loro biscotti: se li assaggi ti creano dipendenza, ma che buoni!

Abbinamento possibile?

Lo abbiamo messo qui non perchè poco importante ma per darvi la possibilità di leggerlo senza occupare troppo spazio al di sopra di questa pagina

Il gelato abbinato al vino: saranno matti o pionieri? Il tempo e i Clienti daranno la risposta. I libri di testo per conseguire il diploma professionale di Sommelier sono ben chiari, netti e precisi sull’abbinamento del vino con il gelato: non si possono abbinare! Ben consapevoli di questa regola, nel pieno rispetto dei principi studiati, che ci consentono ogni giorno di servire al meglio i nostri Clienti, siamo però a lanciare una piccola provocazione, ricordandoci che qualche anno fa sui vecchi libri di testo un’altra regola rigidamente recitava che con il cioccolato non c’era abbinamento possibile con il vino ma solo con … un buon bicchiere d’acqua naturale e leggera. Oggi invece i libri sono completi di possibili abbinamenti del cioccolato con tantissimi vini ed esistono corsi, incontri e manifestazioni che celebrano questo matrimonio che non era da farsi! Partiamo nel descrivere i motivi per cui il gelato non si abbinerebbe al Vino. Molto semplice, la temperatura di servizio del gelato è sotto zero e ciò contribuisce ad anestetizzare le nostre papille gustative che raffreddandosi non sarebbero, almeno momentaneamente, capaci di percepire null’altro che il freddo. Vero, ma è vero anche che il gelato, mentre ci fanno la coppetta, mentre lo degustiamo e poi lo deglutiamo si alza di temperatura e certo che la cavità orale porta il tutto abbastanza velocemente ad una temperatura non più sottozero, aiutandoci nel dare le prime pioneristiche, labili conferme ad un azzardo di abbinamento al vino. Ma ammesso che sia proprio così, quale vino ci sta con il gelato? Sicuramente un vino “ caldo “ e non è una battuta o un abbinamento per contrasto di temperature di servizio - consumo. Per caldo nel mondo del vino s’intende un vino con un buon tenore alcolico ( percentuale volumetrica espressa con il simbolo % ) che ci doni anche un certo calore datoci dall’alcol, una piacevole sensazione di pseudocalore, caratteristica che ci aiuterebbe a rianimare le anestetizzate papille ed, almeno sul finire delle sensazioni, realizzasse l’abbinamento, al limite del fattibile, arduo ma possibile. Altro punto a nostro favore sarebbe il fatto che passano alcuni secondi tra il deglutire il gelato e bere il vino, e anche questo porta le papille verso temperature più consone e vicine a poter apprezzare un vino purchè caldo ( ripetiamo che per caldo non s’intende ad una temperatura elevata ma ci si riferisce alla sua gradazione alcolica ). Ma che vino, con quale gelato? La scienza dell’abbinamento Cibo - Vino ci indica che nei dolci a base di frutta serve un bel moscato d’Asti anche perché la struttura del piatto non è esagerata e ben si equilibra con il corpo ( non esagerato ) di questo grande vino dolce Italiano ( stesso vale per il panettone ). Medesima regola se si parla di una crostata di frutti rossi che richiede un bel Brachetto ( rosso dolce ) sempre per rimanere in regione. Ma se passiamo a dolci più strutturati, corposi e sontuosi l’abbinamento richiede un vino più strutturato, caldo d’alcol come uno dei tanti passiti fatti con sistemi e tradizioni molto diverse tra loro a seconda della regione di provenienza. Per finire, alcuni tipi di cioccolato con grandi distillati sia Italiani che esteri. Si ma noi siamo in gelateria! Niente paura: avremo qualche cosa da dire con i gelati a base di frutta come per esempio la fragola che batterà il brachetto ( ma una volta deglutito aspettare qualche secondo in più, ci aiuterà! ) ma magari vicino ad un liquore a base di frutti rossi sarà piacevole e gratificante. Le creme andranno a braccetto con un bel e sontuoso passito, facendo attenzione ai consigli sopra citati, mentre il cioccolato, potrebbe sposarsi ( e per sempre! ) con un meraviglioso liquore alla pera Williams e Cognac… acciderbolina se si rianimano le papille! Per quanto riguarda l’abbinamento invece ai semifreddi le regole sono le medesime di quelle con i dolci, quindi definite e meno ( per dovere s’intende) rigide di quelle con il gelato. Buon divertimento con il meraviglioso ed infinito gioco degli abbinamenti ma soprattutto buon gelato a tutti!

" Non prendere le caramelle dagli sconosciuti ! "

Quante volte ce lo hanno raccomandato da piccoli e quante lo abbiamo fatto noi con i nostri piccoli: guai a prenderle perchè chissà mai cosa c'è dentro.

Proprio questo ci ha spinto a cercare le vere caramelle toscane quelle di messere Fallani ovvero le caramelle dal 1926.

Da quella data " tiene a bocca dolce " tanti bambini ma anche adulti e ne è passato di tempo dalla prima caramella o bastoncino alla menta che si vendeva alle processioni e che novità erano i prodotti di Fallani in quell'epoca dove le caramelle le facevano solo i farmacisti.

Il tempo è passato ma la bontà delle caramelle è rimasta quella di allora: umiltà, semplicità, bontà degli ingredienti e impegno sociale sono sempre carte vincenti.

Menta, Rabarbaro, Orzo, Anice, Propoli & Miele, Sesamo e Gioiette ( senza zucchero ) aspettano solo di essere succhiate, le trovi da Cose Buone a Polesine.

Un dolce saluto da Davide e Daniela.

ALBERTENGO

L’azienda Albertengo nasce a Torre San Giorgio (Cn) prima del 1905 da una generazione di fornai. Nel 1950 Domenico Albertengo, visti i cambiamenti dei tempi decide di iniziare l’avventura nel mondo dei dolci e in quell’anno sforna il primo panettone. Da allora, le tecniche di produzione sono cambiate, la lavorazione si è affinata ed effettuata con macchinari moderni, ma molte fasi della lavorazione sono effettuate ancora manualmente e la linea guida è rimasta inalterata nel tempo: qualità artigianale a qualunque costo.I fornitori di Albertengo sono stati selezionati negli anni e non sono più cambiati; a loro va il merito di aver sempre consegnato materie prime di elevata qualità, questo da al panettone Albertengo, quella marcia in più che oramai gli compete, merito anche Vostro che lo scegliete come “alleato” fidato delle Vostre festività ogni anno.