"È la mia passione. Posso proporre diverse etichette, ma mi soffermo in questa pagina, sulle aziende che mi hanno insegnato di più, non solo sul piano professionale ma anche su quello personale. Aziende che mi hanno stupito oltre che per i loro vini, per l’umiltà che le accomuna, tipica di chi ha raggiunto alti livelli, partendo dal basso."

Da ottobre saremo Villa Sparina Friend!

Da ottobre saremo Villa Sparina Friend!
Ovvero amici particolari di questa cantina ma soprattutto del loro Metodo Classico Brut Blanc de Blancs da uva Cortese e ...
Passa da Cose Buone per scoprirlo oppure accomodati da Così Buone per assaggiarlo in aperitivo a 3,90 euro al calice!

Villa Sparina: il vino come principio creativo!

Buon proseguimento di giornata da Daniela e Davide Villa Sparina's Firend!

21.17 LAMBRUSCO PROVINCIA DI MANTOVA IGP

Dalla collaborazione ed amicizia con Andrea Miglioli della omonima cantina abbiamo realizzato il lambrusco di Cose Buone o meglio di Così Buone.

Dedicato ai nostri due bimbi nati il 21 - Anna - e il 17 - Giovanni -

è un lambrusco mantovano frizzante rifermentato con metodo charmat da Lambrusco Viadanese ovvero da uve Grappello Ruberti di vigne del Viadanede.

Colore rosso rubino carico, profumo fruttato con sentore di viola, gusto leggermente morbido, elegante, fresco, sapido. Spuma viola sanguigna.

È piuttosto longevo.

Servire a 12 - 16° abbinato ad un buon salame mantovano o ad un piatto di cappelletti!

E' arrivato...lo Champagne Bollinger!

Colore di primavera in fiore,

profumo che ti fa sorridere di piacere

gusto che ti fa socchiudere gli occhi

emozionando l'anima!

Una certezza, una conferma, una sicurezza ogni anno averlo disponibile da Cose Buone.

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A presto da Davide & Daniela

AD OGNI VINO IL SUO CALICE

Alti, bassi, longilinei o belli panciuti, colorati ma meglio se trasparenti: i bicchieri. E’ nato prima il vino o il bicchiere? Sicuramente nel passare dei secoli, si è capita l’importanza di degustare le varie tipologie di vini in altrettante varie forme di bicchieri. Ecco allora una breve guida su come scegliere oltre al vino giusto il bicchiere adatto: niente di peggio che sciupare una buona bottiglia, umiliando il contenuto in un bicchiere da bibita gassata.

Si parla allora di base, stelo e calice le tre parti fondamentali del bicchiere. La prima serve per impugnare correttamente il bicchiere, lo stelo per mantenere a distanza la mano ed evitare così interferenze nella fase olfattiva. Il calice ha forma panciuta, con l’apertura di dimensioni inferiori rispetto alla parte di maggior ampiezza per concentrare i profumi verso il naso.

Ma per le varie tipologie di vini che bicchieri usare? Una regola su tutte ci aiuta: ogni vino va servito nel bicchiere che, più di ogni altro, sappia mettere in evidenza le sue doti. Un vino giovane, delicato e ricco di freschezza (acidità) sia esso bianco, rosato oppure rosso, dai toni fruttati e floreali di modesto impatto olfattivo, desidera essere servito in un calice non molto ampio in modo tale da custodirne i pochi profumi. Per questi vini è adatto un bicchiere dal bordo superiore non molto aperto, elegante ma leggero nelle sue forme.
Se il vino anche bianco cresce di profumi e struttura, allora si può usare un calice con apertura più ampia per liberare tutti i profumi.
Mentre i vini rossi di media struttura e maturazione, hanno bisogno di bicchieri ancora più ampi sempre per permettere una adeguata ossigenazione e perfetta liberazione dei profumi.
In sostanza: all’aumentare del bagaglio odoroso e della struttura del nostro nettare d’uva, si deve adeguare il calice usato aumentandone ampiezza e apertura superiore per permetterne la liberazione completa del suo bouquet.
Ecco allora arrivare a bicchieri di dimensioni importanti adatti a vini rossi di lungo affinamento, complessi e dotati di profumi evoluti ed articolati.

Ma quanto riempirli? Mai fino all’orlo, è poco elegante non permette la rotazione del vino e i profumi restano imprigionati nel liquido senza potersi esprimere. Il volume del vino giovane non dovrebbe superare la metà di quello del bicchiere, fino ad arrivare ad 1/7 per i vini rossi importanti, anche viste le dimensioni dei calici da usare.
Caso a parte la flute e la coppa. La prima va riempita quasi completamente (4/5 del bicchiere), per dar modo al perlage di liberare le catenelle di anidride carbonica che salgono al cielo trascinando con se le leggere particelle profumate, concentrandole verso la piccola apertura per essere meglio percepite al naso.
La coppa è adatta per i vini dolci aromatici come il Moscato d’Asti, e l’Asti Spumante oltre che al Brachetto perché hanno profumi da vendere, in più il perlage non è poi così distintivo e quindi il servirli nella coppa non è penalizzante.

Per finire con un buon distillato che, a seconda della provenienza e lavorazione, chiede anche lui il giusto bicchiere che deve avere comuni caratteristiche: dimensioni ridotte, vista la quantità che andremo a servire più ridotta rispetto ad un vino, calice più ampio dell’apertura per far sì che i profumi non colpiscano in modo violento la mucosa olfattiva. Il Cognac e l’Armagnac si servono nel tipico calice Napoleon la cui forma aiuta a riscaldare il distillato nel palmo della mano, mentre i whisky in genere vanno sorseggiati nel tumbler basso.
E l’acqua? Un bel bicchiere basso potrà soddisfare l’esigenze di questa bevanda essenziale.
Alla salute e grazie della paziente attenzione.

Davide. Cose Buone: Lavoriamo per meritarTi come Cliente!
Ps. Ogni tanto beviamo anche!

...SONO ARRIVATI I VINI DELLA CANTINA CONTI DI BUSCARETO.

Bianco Brut e Rosè, metodo Martinotti da uve Verdicchio il primo e Lacrima il secondo, ma anche il signor Verdicchio ( al 100% ) dei Castelli di Jesi, la Lacrima di Morro d'Alba ( in assoluta purezza ) e poi il Tyche da verdicchio, moscato e un " ci ci nin " di malvasia e per finire il " Meta Aurum " ovvero un super Olio extravergine d'oliva.


Colori, profumi e sapori dalla Marche, direttamente dall'azienda agricola Conti di Buscareto che lavora per riscoprire e mettere a dimora gli antichi vitigni marchigiani, per poi vinificarli in una chiave nuova, moderna, seguendo processi produttivi e qualitativi all’avanguardia e " vestirli " in modo assolutamente unico.

Da oggi li potete trovare tutti da Cose Buone: Vi aspettiamo!

A presto da Davide e Daniela.

IL VINO DELLE FARFALLE

Pochi giorni dopo aver terminato di scrivere il mio libro “ Il sorriso di una farfalla “, un caro amico mi ha regalato un vino della Cantina Ausonia. Rimasi subito colpito positivamente grazie al fatto che l’etichetta era una farfalla. Mi piaceva anche la storia di un ragazzo della provincia di Mantova, che con coraggio e capacità aveva dato corso alla sua passione, il vino, ed era riuscito nel produrre le prime bottiglie. Mi sono affascinato della sua storia che inizia una giornata di primavera nei vigneti che possiede in Abruzzo. In questa giornata, il padre passeggiando tra le vigne vede un raro esemplare di Ausonia ( una farfalla ) e decide di seguirla. Poi tra i vigneti arrivano altri esemplari, quasi come un segno ben augurante. Da allora le farfalle rappresentano l’azienda e non solo su tutte le etichette ma anche nell’eccellente qualità dei vini. Simone Binelli si laurea in viticoltura ed enologia e nel 2008 inizia il progetto “ Ausonia “, partendo subito con un occhio di riguardo per i vitigni autoctoni. Infatti pianta ben 2,5 ettari di uva Pecorino, che oggi già ci danno uno splendido “ Machaon “, che va ad affiancarsi al Montepulciano d’Abruzzo. Nel 2011, seguendo i principi dell’ecosostenibilità, Simone e la moglie Francesca realizzano la cantina, con tetto in legno, per il recupero delle acque piovane, sviluppando l’interno su due livelli oltre ai quali si aggiungono due piani interrati. Una strada, o meglio un “ volo “, quello della cantina delle farfalle, lungo e pieno di sacrifici, ma dal futuro assicurato visto che quella strada è quella della qualità e della passione.

Molin il Lugana di Provenza

Mentre la primavera prepara la natura per la bella stagione, noi Vi stiamo preparando l'estate da passare in compagnia dei nostri prodotti.
Ecco il primo prodotto pensato per Voi.
Figlio di un vigneto storico, dal bel colore paglierino luminoso, profuma di kiwi ma anche di lavanda appena fiorita, non ci lascia prima di darci note di mandorla fresca, fiori di gelso e mentuccia. Rapisce il palato con sensazioni "succose" di frutta matura a polpa gialla ed erbe aromatiche.
Insieme con Voi con un piatto di pasta Latini al sugo di pesce di Moreno Cedroni, per poi passare a un Desco di Carne Salada Alta Val di Non con scaglie di Asmonte ( formaggio vaccino della stessa zona ) e un filo d'olio Dinoabbo dalla Liguria.

Iniziate l'estate con Molin il Lugana di Provenza o semplicemente .... il Lugana.
Estate: che stagione da Cose Buone.

Costaripa

Abbiamo conosciuto Mattia Vezzola in occasione della seconda festa dei produttori. E’ stato subito gentile e disponibile sia come produttore che come persona. Pochi giorni prima al telefono, dicendoci di dargli subito del “ tu “, ci faceva solo intuire la sua profonda e radicata umiltà, tipica solo di chi è veramente grande. Poi durante la festa si è prodigato come tutti noi, insieme a noi, “ sudandosi “ la serata come un produttore novello che ha tanta voglia di farsi conoscere, tanta voglia di dimostrare tutta la propria passione: molti clienti rimasero stupiti nel vederlo in camicia a prodigarsi come nessun’altro. Poi ci fu la possibilità di parlare anche delle nostre famiglie e allora, diventare subito amici, fu quasi un gesto conseguente. Mai un no, a tutte le nostre richieste, mai un rimandare e mai un’insistenza nel proporre. Al contrario! Massima disponibilità e sempre pronta ed immediata anche da parte di tutti i suoi bravi collaboratori di cui magari conosciamo solo il numero di telefono o la mail e non li abbiamo mai visti in faccia. Questo è lo spirito di Mattia, questo è quello che esprime tutta la sua azienda di famiglia, ovvero Costaripa, questo è quello che colori, profumi e sapori dei suoi vini racchiudono in loro, questo è l’esempio che desideriamo seguire: grazie Mattia per la tua preziosa stima! Premio Ais ( Associazione Italiana Sommelier ) 2004 Miglior Enologo dell’anno

SE AVETE GIÀ SCELTO DOVE ANDARE IN VACANZA
E LO STILE DEI PROSSIMI MESI CALDI,
ALLORA NON VI RESTA CHE SCEGLIERE
IL PROFUMO DELLA VOSTRA ESTATE!
NOI UN CONSIGLIO VOGLIAMO,
ANZI DOBBIAMO DARVELO: LUCILLINI.

Ma questo profumo di che stilista è? Tranquilli non abbiamo trasformato una enoteca in profumeria ( anche se potrebbe essere un'idea ), parliamo del profumo meraviglioso del Bianco di Custoza Lucillini della azienda Le tende di Colà di Lazise.
E che razza di profumo. Grazie ai vitigni Tocaj, Cortese, Garganega e Trebbiano potrete " ingannare " i Vostri amici più esperti di vino che non diranno mai, annusandolo senza vedere la bottiglia, che si tratta " solo " di un Bianco di Custoza , ma cadranno nel tranello di evocare vini di regioni più famose, più glamour ed inevitabilmente zone dove si producono vini molto più costosi.
Ma questo vino costa come l'ultimo profumo lanciato dallo stilista più in voga oggi? No di certo! Il bello sta proprio qui perchè potrete " profumarvi " con il Lucillini a partire da.... venite a scoprirlo anche sabato prossimo il 18 giugno sulle barriques di Cose Buone. L'estate ha il profumo di un buon vino bianco. Buona estate se con Cose Buone.

A presto da Davide e Daniela.

LAMBRUSCAIA

Svilito, deriso, umiliato e costantemente offeso, ma amato da tutti e ovunque: chi è?

Il Lambrusco, il vero, l'unico al mondo ad essere autoctono* da sempre!

E allora noi abbiamo deciso di difenderlo, rendergli giustizia, ridargli il giusto valore, onorarlo come si fa con un sovrano rispettato perchè si fa amare.

Basta con il luogo comune che lo umilia a " vinaccio ": quanti " vinacci " solo 20 anni fa c'erano per esempio in Toscana, Piemonte o Veneto ed oggi sono rinomati e rispettati in tutto il mondo?

Ecco allora l'idea della Lambruscaia, uno spazio dedicato nella nostra enoteca esclusivamente al grande Lambrusco, con una ampia selezione di etichette, produttori e di zone di provenienza.

Ti aspettiamo per assaggiare un calice di nobili bollicine, quelle del grande Lambrusco, insieme sulle nostri botti.

Sii effervescente come un Lambrusco: piacerai a tutti!

* autoctono: del luogo, nato in quel luogo e da sempre li coltivato e prodotto

Marsalato a chi?

Troppe volte nel descrivere il difetto di ossidato diciamo: " marsalato ". Solo noi Italiani possiamo dare del difettoso ad un prodotto usando il nome di un grande vino Italiano, il Marsala appunto: come se la riodono i Francesi ! Proprio così i Francesi ! Anche loro hanno contribuito al Marsala... come? Scopritelo leggendo....

Per parlare in ordine temporale ed organico del grande vino Marsala bisogna ricordarsi di chi ha diffuso la vite nel bacino del Mediterraneo, vale a dire i Cartaginesi e i Fenici. Scavi archeologici effettuati a Mozia, isola che si trova di fronte a Trapani, hanno portato alla luce antiche anfore con base appuntita per facilitare il carico nelle stive delle navi, atte a contenere il vino di allora. Marsala, il nome deriva dall’arabo e significa “ porto del profeta “ ma la gloria di questo nostro vino gli fu data dagli inglesi a partire dal 1770. John Woodhouse, armatore della città di Liverpool con il fiuto dei buoni affari intuì che quel vino aveva delle buone spalle in struttura e corpo, caratteri che sarebbero piaciuti molto ai suoi compaesani. Pensò anche al “ conservante “ per il trasporto via mare, vale a dire all’aggiunta del whisky. Ma cosa c’entrano i Francesi nel successo del Marsala? All’epoca le guerre napoleoniche impedivano che i vini spagnoli e portoghesi arrivaserro ai sudditi della Regina ed ecco fatto il successo, almeno commerciale, del Marsala. John tornò in Sicilia per impiantare un proprio Baglio utilizzando anche le botti che si era caricato in Inghilterra, quelle di quercia bianca. Ma come ogni volta capita a chi trova un buona idea, il bravo John fu imitato da molti altri connazionali che si precipitarono in Sicilia per avviare produzioni di Marsala. Nel 1800 il Marsala era definitivamente il vino preferito dagli Inglesi tant’è che l’Ammiraglio Nelson prima di partire per la spedizione d’Egitto ne ordinò 200 mila litri: che ciucca con quel caldo! Il successo del Marsala era consacrato nella storia. Alla fine del 1800 il vino diventava di completa produzione Siciliana, visto che gli Inglesi tornarono al vecchio amore spagnolo o portoghese. Proprio alle famose famiglie dell’isola e quindi a noi Italiani si deve il merito della diffusione in tutto il mondo e non solo in Inghilterra di questo grande Vino. Da Cose Buone puoi degustare i Marsala delle Cantine Vinci di Marsala ( TP ). Ti aspettiamo.

dieci!

Un numero, una ispirazione, una piccola vita, un vino, un grande futuro!

Cose Buone compie 10 anni.

Dieci, un bel numero, il voto più bello, il giocatore che segna più gol, il numero delle dita dei piccoli piedi di nostra figlia Anna, alla quale auguriamo di fare con quelle 10 dita tanta strada e di farla con successo: dedichiamo a Lei questo vino e questi 10 anni di passione per il nostro lavoro.

L’ispirazione. Quasi obbligata. Nasce dai 10 anni di lavoro e una piccola vita, si collega alla passione per il buon Vino, in questo caso dolce, come i giorni che desideriamo per tutti i bambini, ma non dolce e basta, ma passito e fatto da mani amiche, per dare persistenza ai nostri sensi, felicità ai nostri bimbi e quindi ai nostri giorni.

Un vino. Il Passito del caro amico Gianfranco. Il Suo passito il nostro vino. Da uve esclusivamente chardonnay, selezionate in vigna e poi subito a riposare su graticci, simbolo a loro volta di arte, di capacità ed evoluzione, di brutto ma che è bello come il lavoro della muffa nobile, che accompagna solo gli uomini che sanno aspettare, rischiare, osare. Coraggio da contadino, da mantovano, da uomo che ama, anche il Vino.

Raggiunto il giusto grado di appassimento, si vinifica rigorosamente in bianco, prima in vasche d’acciaio per poi terminare la fermentazione in piccoli recipienti di rovere, dove il vino affinerà per 12 mesi.

Oro e ambra, in dono nel colore di questo passito delle colline. Profumo intenso, complesso di garantita finezza. Partiamo con fiori gialli quasi appassiti, arriviamo a frutta gialla matura e ananas, sfuma con miele di acacia. Al palato è vera gioia, delicata intensità ed adeguata persistenza, quella di un piccolo pioniere che ci da garanzia al retrogusto di tutto quello che avevamo apprezzato all’olfattivo.

Pochissimo. Solo 6000 ceppi, appena 70 quintali di resa per ettaro, neppure 1,5 chili di produzione di uva per pianta. Alcuni premi, importanti, mai quanto il Vostro giudizio che ci auguriamo sia: Dieci !

Dieci, un vino che è auspicio di un grande futuro per tutti a partire dalle vite dei più piccoli.

Davide ( voto … )

Az.Ag. Bertagna Gianfranco

Bertagnì (Gianfranco) un caro amico al quale sono molto legato. Mio nonno andando in osteria in quel di Bande di Cavriana, sulle colline mantovane, si beveva sempre un piccolino di vino rosso, che faceva il papà di Gianfranco. Questa azienda è recente come produzione di vino venduto in bottiglia, ma ha già ricevuto delle riconoscenze importanti come il “Diploma di Gran Menzione Vinitaly 2003” e il “Douja d’or 2004” (Concorso nazionale vini doc. CCIAA Asti). Voglio segnalarvi il suo “Chardonnay Garda doc” eccezionale anche come rapporto qualità-prezzo e non dimentichiamo il suo “Novello” di uve merlot e sangiovese, che ci regala ogni anno diverse soddisfazioni.

Cavalleri " alias " il Francacorta, il mio preferito!

Parliamo del Franciacorta Blanc de Blancs di Cavalleri, da uve chardonnay 100%, permanenza sui lieviti per almeno 24 mesi, con remuage eseguito a mano ( e per i romantici come me si sente! ). I degorgements sono eseguiti due in primavera, uno in autunno e uno in inverno, con l'aggiunta di liqueur d'expedition composta da vecchie annate di vino maturato in barriques: la data è sempre specificata in controetichetta. La cuvèe è ottenuta assemblando i vini derivati da vigneti D.o.c.g. situati sulle colline attorno ad Erbusco: la maggior parte proviene dall'ultima vendemmia antecedente il tiraggio, il 20% circa deriva da annate precedenti, appositamente conservate a temperatura controllata. Alla degustazione inizia l'approccio con un bel colore giallo paglierino e nel bicchiere si ammira una sottile ed elegante effervescenza che vi accompagnerà fino in fondo. Poi all'olfatto emergono note di pesca in confettura, acacia e frutta secca, con intervalli di mineralità. Al gusto ci svela la sua equilibrata eleganza di un corredo tipico di un grande vino: cremoso ma con freschezza e sapidità a vivacizzare il lungo e persistente finale agrumato e citrino. La bottiglia degustata, come anticipato sopra, dopo acciaio e barrique ha avuto una permanenza dei lieviti di ben 30 mesi e .... pare non accorgesene.

...ma prima, prima c'é Bellavista

Ci siamo, il momento del ritorno delle bollicine a cui siamo più affezionati è arrivato! E' vero ci sono vini e vini, aziende e aziende ma prima, prima c'é Bellavista. La prima anche per noi, da sempre, sia per qualità ma soprattutto la prima ad aver creduto in Cose Buone quando iniziammo a puntare sui prodotti di qualità, l'unica ad aver visto in noi un futuro da dedicare anche al vino, una vista lungimirante anche più della nostra: grazie al " siur " Vittorio ma anche al Suo funzionario di zona Andrea! Ma tutto questo " cuore " nel racconto in pratica si traduce in un vino meraviglioso vale a dire il Franciacorta Cuvée Brut. Composto dall' 80% di Chardonnay, 18% Pinot Nero e 2% di Pinot Bianco, é un vino vestito molto bene da un bellissimo color oro verde con bollicine sempre e solo fini, numerose e persistenti. Con i suoi profumi ci ricorda di cosa può essere capace un calice se il vino dentro è quello di Bellavista: lime, agrumi dolci, ananas, nocciola, la splendida crosta di pane e ricordi di di fiori per così dire dolci. Il palato, é una certezza, é subito conquistato da morbidezza ed ad una ampia presenza agrumata oltre che ad una gioiosa freschezza in perfetto equilibrio con la mineralità. Ideale vino per la Vostra estate proiettata verso i raggi del sole, servito come splendido aperitivo, con l' A maiuscola, con formaggi come il Bitto della Valtellina, con antipasti di mare con crostacei e molluschi, e poi con i primi a base di pesce come scampi e frutti di mare oltre che con il risotto agli asparagi. Volete di più? E allora avanti con il pesce bollito ma meglio ancora quello alla griglia o per una serata d'amore oppure un affare importante: che forza!

Nell'attesa di brindare insieme a Voi e a queste bollicine auguriamo a tutti Voi l'effervescenza in ogni stagione futura, fine, elegante, ampia e persistente come quella di questo grande vino.

Sublime trasparenza e che...curve!

Tranquilli non abbiamo cambiato genere, non ci siamo buttati su lingerie femminili attraenti e provocanti, ma parliamo di bollicine, il cui regolare e gioioso consumo può creare situazioni molto gradevoli, poi se volete possiamo anche consigliarVi un buon negozio di intimo.

A parte le battute con " Sublime trasparenza " intendiamo parlare di un vino appena nato, ma solo commercialmente, sul finire del 2007, ma che abbiamo saputo attendere dopo ben 28 mesi di sosta sui lieviti, eppure rimarrete attoniti dalla sua fine ed elegante freschezza, ma chi é? Cà del Bosco Cuvée Prestige ovvero sensuale trasparenza e che curve, la bottiglia!

Da uve Chardonnay per il 75%, Pinot Bianco al 10% e Pinot Nero al 15%, selezionatissime e provenienti da ben 134 vigne di proprietà Cà del Bosco: non è sempre scontato! Materia prima pregiata quindi, vinificata separatamente a favore di profumi, corpo e struttura, per concorrere a formare i vini base magistralmente uniti alle riserve delle migliori annate ( per almeno il 20% ) e così prosegue il rito magico della creazione della Cuvée.

Cuvée Prestige sublime trasparenza, essenza di un sapere lungo trent'anni, amore per il vino, esperienza ed intuizione, profonda conoscenza della materia prima Uva e del magico, lento e meraviglioso processo di trasformazione che la rende Vino.

Buone bollicine a tutti e a presto.

La Birra di Teo

Da Cose Buone è arrivata la Birra Le Baladin di Teo Musso. Ecco allora che Vi presentiamo la Isaac, la Wayan e la Super, tutte non pastorizzate, tutte rifermentate in bottiglia. La Isaac dedicata al figlio, delicata e raffinata, con un altissimo indice di bevibilità, accarezza con profumi agrumati e lascia la bocca pulita grazie ad una suadente gradevolezza. Ideale con una pizza ai quattro formaggi della Pizzeria Lupen di Gonzaga. La Wayan in onore della figlia, pungente e pepata, ingannevole con il suo dolce amarore che finisce in sussulto amabile. Risultato del rapporto " carnale " del mastro birraio con i suoi migliori amici: i lieviti saccaromiceti. Visti gli ingredienti è una birra che Vi fa il " pieno " di cereali. Ideale con sarde alla marinara su lettino di risotto. E alla fine una enigmatica: la Super. Altisonante, importante, sontuosamente ricca ma subdolamente accativante, inganna come il canto delle sirene, prima dolce e poi elegantemente ammandorlata: con dolci oppure no? Ardua la sentenza, ma provatela con Paccheri di Gragnano farciti con spezzatino di vitello, passati in forno per gratinarli con pecorino dolce, ma anche con una buona dose di Culatello di Zibello o il Crudo dolce di Parma e finiamola tutta con qualche pezzetto di Sbrisolona della Locanda delle Grazie o una coccola di semifreddo Millefoglie con zabaione della Gelateria Chantilly. Vi aspettiamo per assaggiarla insieme, quando volete, ad un prezzo meraviglioso!Alla salute a tutti e a presto.

Dopo del buon vino un sorso di acqua, purchè sia eccellente!

Tanti vini, molti abbinamenti, diverse emozioni. Ma dopo tutto un buon bicchiere d’acqua non lo si nega neppure al più avvinazzato! Cose Buone ha ricercato molte acque di tutte le zone del mondo, ma campanilisti come siamo abbiamo preferito i prodotti Italiani, soprattutto quelli del nostro Piemonte. Lauretana e Lurisia sono i nomi che spiccano, a nostro avviso su tutti. Ma come bere l’acqua? E come sceglierla? Prima di tutto controllate il residuo fisso che è la quantità di minerali inorganici contenuti nell’acqua, un dato che si ottiene in laboratorio facendo evaporare un litro di acqua a 180°c.. Espresso in milligrammi è il valore determinante per valutare la qualità dell’acqua: più basso è, migliore è l’acqua e le nostre protagoniste ne hanno 14 mg/l la Lauretana e 35,4 mg/l la Lurisia. I minerali inorganici ( quelli che provengono dal terreno, trascinati dall’acqua nel suo percorso a contatto con i minerali ) sono difficilmente assimilabili da parte del nostro corpo e devono essere eliminati attraverso un buon lavoro di filtraggio dei nostri reni. Questi, obbligati ad un duro lavoro se questo valore è alto, un mestiere che se diventa tutti i giorni stressante, porta i nostri organi a non filtrare più il sangue come si deve, procurando un invecchiamento precoce oltre che ad altri inevitabili problemi. Che fare? Bere almeno 2 litri di acqua al giorno con un residuo fisso basso, aiuta ad evitare tanti problemi ai quali non pensiamo perché posticipati nel futuro. Un acqua leggera può essere bevuta anche lontano dai pasti e, al contrario del vino, in quantità anche superiori a quelle consigliate. Preferite l’acqua in vetro a perdere perché la più sicura, la più igienica: non tutte le sostanze ( esempio la varechina ) che tanti introducono nel vetro a rendere riescono ad essere eliminate completamente dai moderni macchinari di pulizia che ogni fonte ha, quindi attenzione! Non vogliamo inquinare di più anche perché tutti sappiamo che comunque il vetro, ovviamente depositato nelle apposite campane, è riciclabile. Ricordiamoci di trattare l’acqua bene, perché come il vino è viva. Non lasciamola al sole ed al caldo ma proteggiamola da tutto, aprendola solo al momento del consumo da farsi attorno ai 12°c. come temperatura di servizio ideale. Se desiderate la bevanda più fresca usate pure dei cubetti di ghiaccio, ma fateli con la medesima acqua. Non siamo d’accordo con chi “ umilia “ l’acqua in un bicchiere qualunque, un elegante tumbler o un calice a stelo sono comunque il giusto strumento con cui berla. Da Cose Buone sta arrivando un omino vestito di rosso con uno strano cappello: sarà un pompiere, un pescatore, un diavoletto? Ma no è il minatore, il minatore di cave di lose che a forza di picconate in una grotta ha fatto un buco dal quale è uscita tanta di quell’acqua che si è allagato tutto. Leggenda o realtà? Sta di fatto che questo minatore nel 1900 dovette svuotare tutta la grotta e all’esterno si formò un laghetto dove tutti i minatori si rinfrescavano anche le ferite che il duro lavoro gli provocava e notarono che molto velocemente queste piaghe guarivano. Con quella picconata era nata l’acqua Lurisia. Richiedeteci la Carta delle Acque per scoprire le etichette che possiamo proporVi. Alla salute… ma non dimenticatevi di “ fratello “ vino!

Stille & Bolle è nata una star

Bella e buona, binomio raro ma vincente. Bella perché studiata dai maestri del design, buona perché Lurisia. Nuova veste per questa acqua che nel settore rappresenta di certo un punto di riferimento. Nasce quindi Stille e Bolle: Stille è l’acqua minerale naturale di montagna imbottigliata come nasce dalla fonte e Bolle l’acqua minerale addizionata con anidride carbonica proveniente da un giacimento naturale.

EVO: non solo una grappa!

Bellissima e buonissima!
Grappa riserva da sistema di distillazione discontinuo a bagnomaria.
Per ottenre questo " gioiello " si usa un blend di vinacce di Cabernet Sauvignon, Glera ed incrocio Manzoni.
Matura ben 4 anni in barriques di legni diversi.
Dal bel colore bruno con riflessi ambrati, profuma di uva appassita, liquirizia, noce, cannella e non manca una elegante sentore di vaniglia.
In bocca è spelndidamente equilibrata senza pungenze alcoliche anzi è dotata di morbidezza unica disegnata su tonalità di agrumi.
Di " regale " persistenza pulita.
Ogni bottiglia una grappa a se stante a sottolineare il carattere artigianale e genuino della produzione.

SALVA il TAPPO di SUGHERO !

...è un modo per recuperare e riutilizzare un materiale isolante naturale e per promuovere il risparmio energetico nelle case. E' un gesto semplice, concreto e personale che contribuisce a ridurre i consumi di energia primaria e l'emissione di CO2 nell'aria. I tappi di sughero, dopo una semplice lavorazione, saranno trasformati in un granulare utilizzabile per l'isolamento degli edifici. La raccolta del tappo di sughero è anche una occasione per parlare dei principi della Bioedilizia: la traspirabilità, l'isolamento termoacustico delle costruzioni, l'assenza di esalazioni nocive negli ambienti, l'utilizzo di materiali naturali rinnovabili anziché i petrolderivati, dannosi per l'ambiente e le persone.

COME FARE?

Cose Buone è un PUNTO di RACCOLTA; potaci i tappi che hai raccolto con i tuoi amici e famigliari e mettili nell'apposito contenitore. Spargi la voce: l'unione fa' la forza! GRAZIE per la tua preziosa collaborazione...i grandi cambiamenti partono sempre da piccoli gesti personali! L'iniziativa è della cooperativa sociale Artimestieri di Boves in collaborazione con Cose Buone. Vai alla pagina: http://www.artimestieri.com/promozioni/editoriale.php?msgid=1 per vedere l'elenco completo dei punti di raccolta in Italia.